02.12
Le prime furono quelle di origine artificiale a base di cellulosa, la stessa usata per fabbricare la carta. Sono prodotte aggiungendo ad essa delle sostanze chimiche e lavorandola in modo di poterla poi filare; le inventò un chimico francese dopo la metà dell’ottocento.
Questo ha permesso grazie alla materia prima di conservare buona parte delle qualità che le rendono simili a quelle di origine vegetale come il cotone e il lino.
Oggi una di esse, la Lyocell, prodotta aggiungendo dell’ossido di ammina e acqua per renderla filabile, ha il grosso pregio di essere pure biodegradabile e può venir sottoposta ai normali procedimenti di lavaggio di quelli naturali.
Sono attualmente molto di moda i tessuti di bamboo, prodotti utilizzando la cellulosa proveniente da questi legnami.
Le fibre di origine sintetica, invece nascono verso il 1920, ed iniziano ad essere prodotte in larga scala durante il secondo conflitto mondiale. Sono ottenute per sintesi chimica, dal petrolio, dal gas e dal carbone e ve ne sono di svariate qualità. Negli ultimi anni si è avuto anche qui il grosso evento delle microfibre, sono filamenti microscopici che hanno incrementato ulteriormente l’impiego dei sintetici nella produzione tessile.
Per l’abbigliamento e l’arredamento i tessuti prodotti con questi filati sono notevolmente migliorati anche dal lato qualitativo e in particolare tattile nei confronti di quelle naturali.

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