07.11
Questa è un po’ la novità, la riscoperta delle forme dei mobili e dei disegni dei tessuti degli anni 50.
Nell’immediato dopoguerra, tutto stava cambiando, arrivava il design di massa accamopagnato da un discreto benessere economico che ne ha favorito la diffusione nelle nostre case.
Cosa è rimasto oggi? Poco o nulla, tutto buttato o accatastato in qualche vecchia casa o solaio. Ora ce lo ripropongono rivisitato e “ringiovanito”, ed occorre dirlo anche in modo esteticamente piacevole. Le poltrone bergére avvolgenti e comode con le ampie orecchie, progettate magari da architetti di primissimo piano, le poltroncine ed i divani all’apparenza esili, in pregiato legno teak, con i cuscini rivestiti di tessuti semplici e con nervature sui bordi in colore contrastante.
Tavolini e mobili bassi e ampi, con grande impiego di legni pregiati e esotici, abbinati a basi e gambe esili di metallo cromato. Basti dire che questi mobili anni 50, sono stati gli assoluti protagonisti ai più recenti saloni dei mobili.
Tutti mobili utili e funzionali allo stesso tempo, nati e concepiti per modi di vivere diversi da quelli dei nostri giorni e anche per spazi più ridotti.
Danno quel tocco un po’ semplice e “retrò” alle nostre case diventate sempre più grandi e un po’ vuote e che abbisognano sempre di essere un attimino rivitalizzate con oggetti e mobili che contrastano con quelli più moderni.

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