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	<title>Guido Pedroni SA &#187; Appunti di stile</title>
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	<description>Tappezziere e decoratore d&#039;interni - Giubiasco</description>
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		<title>Tessuti e robustezza</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 19:52:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si parla sovente con i clienti di resistenza all’usura dei tessuti e quindi della loro robustezza e durata.</p>
<p>Quasi tutti, specialmente quelli per la ricopertura di mobili imbottiti, vengono sottoposti a dei test che ne certificano le caratteristiche d’uso ipotizzandone pure la loro durata.</p>
<p>Il più famoso tra questi è quello chiamato “Martindale”, dal nome del suo ideatore, che sottopone i tessuti ad uno sfregamento rotatorio continuo con un apparecchio che ha un peso determinato e uguale per tutti, questo logorio provocato artificialmente imita quello che sarà fatto utilizzandolo sui diversi imbottiti, differenziandoli e consigliandoli per i diversi impieghi.<span id="more-139"></span></p>
<p>I tessuti che cedono prima di 15&#8217;000 giri, non sono adatti  per la ricopertura degli imbottiti, mentre dai  30&#8217;000 giri in su garantiscono una buona durata, fino ad arrivare al giorno d’oggi grazie alle micro-fibre agli 80&#8217;000, che indicano una resistenza all’usura eccezionale e in alcuni casi migliore addirittura del pellame.</p>
<p>Alcuni tessuti se non è indicato il nome del test, portano comunque dei simboli sulle etichette, come la poltrona:  indica un uso leggero e non vanno tesi; la sedia da tavola: possono essere tesi e hanno una buona durata; la sedia d’ufficio: in assoluto i più resistenti, adatti anche per uso intenso.</p>
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		<title>Manutenzione del legno</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 19:48:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Altro argomento interessante e vario, che può essere risolto direttamente con il fai da te, se si tratta solo di ravvivare o di chiudere qualche piccola crepa.</p>
<p>Se abbiamo dei vecchi mobili parzialmente o tutti in legno, una buona umidità costante dal 40 al 60% all’interno del locale è auspicabile. Essi vanno spolverati regolarmente e di tanto in tanto occorrerà ravvivarne le parti più esposte alla luce e quelle come le gambe o i piedi che sono i più sensibili ai passaggi e agli urti degli aspirapolvere e degli attrezzi per pulire i pavimenti.</p>
<p>Le macchie d’acqua sono pericolose, perché difficili da levare in special modo su vecchi mobili trattati ancora con gomma-lacca e cera . Se possibile tamponatele subito, ed evitate di posarvi sopra il vaso di fiori o almeno ricordatevi di spostarlo per riempirlo d’acqua.<span id="more-133"></span></p>
<p>Per ravvivare e nutrire il legno, troverete dei buoni prodotti a base di cere naturali, degli stucchi di legno e altro ancora, anche nei negozi “fatelo da voi”. Se usati con cura e regolarmente, permetteranno ai vostri mobili in legno di invecchiare decorosamente e più a lungo.</p>
<p>Dimenticavo: le cere che usate, vanno poi tolte con degli stracci di lana o altro, sono solo i pori del legno che vanno riempiti!</p>
<p>E mi raccomando diffidate dalle bombolette miracolose che non fanno altro che aggiungere delle patine attaccaticce e che impediscono al legno di “ respirare e vivere”.</p>
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		<title>Macchie, questo nemico</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 19:44:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Facile parlare di macchie, il difficile arriva quando si tratta di toglierle da un qualche imbottito o tappezzeria. Magari ci si riesce, ma restano gli aloni o peggio ancora le scoloriture sul tessuto causate dal prodotto usato per pulire.</p>
<p>Oggi ci aiutano molto, e sono ottimi, i tessuti preventivamente trattati con prodotti antimacchia, a condizione  però che non siamo troppo ecologici nei loro contenuti.</p>
<p>Se prendete dei mobili sfoderabili e con la fodera lavabile, verificate che il tessuto sia già stato pre-lavato, eviterete così sorprese o spiacevoli restringimenti delle stesse se sono di cotone o di lino.<span id="more-131"></span></p>
<p>Per le macchie in genere affidatevi alle “vecchie e care” ricette della nonna, non sbaglierete mai, come pure usando il sapone di Marsiglia.</p>
<p>L’acqua minerale gassata la potrete usare alla fine per risciacquare e togliere gli aloni dal tessuto, mentre che per le macchie tenaci ed il grasso fate come nelle lavanderie, se la trovate in commercio usate della trielina oppure lo smacchiatore in bomboletta che prende il nome dalla seconda montagna più alta al mondo, sono i più efficaci!</p>
<p>Se poi queste ricette della nonna risultassero difficili da trovare, mettevi davanti al PC, andate su Google e inserite &lt;togliere le macchie&gt;: avrete solo l’imbarazzo della scelta, mille consigli saranno a vostra disposizione. Vi ricordo il buon senso e la prudenza, consigliandovi di provare sempre prima su parti poco visibili.</p>
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		<title>Fibre naturali, artificiali e non</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 19:41:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Che gran confusione dirà qualcuno, ti spacciano tutto per naturale e biodegradabile, sia che si tratti di materiali di riempimento per trapunte, cuscini, materassi, oppure di tessuti per i mobili, la casa e le tende. Vanno di moda oggi specialmente il bamboo, il mais e altro ancora, fibre delle quali fino a pochi anni fa non si sentiva neppure parlare ed hanno un non so che di moderno.</p>
<p>Qualcuno obietterà a giusta ragione, come è possibile ottenere fibre tessili da questi materiali?<span id="more-129"></span></p>
<p>Qui riprendiamo il discorso dalla cara e vecchia cellulosa estratta dal legno mediante macerazione, dapprima per produrre carta, poi aggiungendole delle sostanze chimiche per renderla morbida e filabile, ottenendo così la famosa “seta artificiale”, definizione questa in seguito vietata perché generava confusione e anche qualche imbroglio!</p>
<p>Queste nuove fibre sono lavorate come allora, cambiano però gli additivi che vengono aggiunti nella fase di macerazione e lavorazione della cellulosa estratta dai prodotti vegetali utilizzati a tale scopo.</p>
<p>Gli additivi, pur sempre di origine chimica sono oggi anche quasi totalmente biodegradabili (parola tanto di moda). Va detto che con costi di produzione minori hanno il pregio di far mantenere a questi tessuti e materiali sia al tatto che usandoli, quasi tutte le caratteristiche di naturalezza e freschezza originali, tipici dei loro componenti principali.</p>
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		<title>I mobili anni cinquanta</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 19:37:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è un po’ la novità, la riscoperta delle forme dei mobili e dei disegni dei tessuti degli anni 50.</p>
<p>Nell’immediato dopoguerra, tutto stava cambiando, arrivava il design di massa accamopagnato da un discreto benessere economico che ne ha favorito la diffusione nelle nostre case.</p>
<p>Cosa è rimasto oggi? Poco o nulla, tutto buttato o accatastato in qualche vecchia casa o solaio. Ora ce lo ripropongono rivisitato e “ringiovanito”, ed occorre dirlo anche in modo esteticamente piacevole. Le poltrone bergére avvolgenti e comode con le ampie orecchie, progettate magari da architetti di primissimo piano, le poltroncine ed i divani all’apparenza esili, in pregiato legno teak, con i cuscini rivestiti di tessuti semplici e con nervature sui bordi in colore contrastante.<span id="more-127"></span></p>
<p>Tavolini e mobili bassi e ampi, con  grande impiego di legni pregiati e esotici, abbinati a basi e gambe esili di metallo cromato. Basti dire che questi mobili anni 50, sono stati gli assoluti protagonisti ai più recenti saloni dei mobili.</p>
<p>Tutti mobili utili e funzionali allo stesso tempo, nati e concepiti per modi di vivere diversi da quelli dei nostri giorni e anche per spazi più ridotti.</p>
<p>Danno quel tocco un po’ semplice e “retrò” alle nostre case diventate sempre più grandi e un po’ vuote e che abbisognano sempre di essere un attimino rivitalizzate con oggetti e mobili che contrastano con quelli più moderni.</p>
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		<title>Pellami e altro</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 19:32:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>A molti sarà capitato di trovarsi di fronte nella scelta di un imbottito, nel dubbio sul tipo di ricopertura preferita per lo stesso: pellame o tessuto?</p>
<p>Non è una scelta&#8230; <a href="http://www.pedroni-tappezzieri.ch/2009/06/pellami-e-altro/" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A molti sarà capitato di trovarsi di fronte nella scelta di un imbottito, nel dubbio sul tipo di ricopertura preferita per lo stesso: pellame o tessuto?</p>
<p>Non è una scelta amletica, ma dopo anni di esperienze esse mi hanno permesso di capire che difficilmente si faranno dei compromessi: il pellame sull’imbottito piace o non piace.</p>
<p>Occorrerebbe forse anche sfatare alcuni pregiudizi, ad esempio che sulla pelle si suda, che da quel senso di attaccaticcio, che è fredda appena ci si siede e quant’altro…</p>
<p>Non è però facile anche se sul piatto si mettono poi tutti i vantaggi che la stessa offre se è di buona qualità.</p>
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		<title>Cambiamo i vecchi imbottiti?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2009 19:28:43 +0000</pubDate>
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<p>Il nostro divano o le poltrone hanno oramai la stoffa o la pelle&#8230; <a href="http://www.pedroni-tappezzieri.ch/2009/05/cambiamo-i-vecchi-imbottiti/" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Una domanda a prima vista banale, ma che merita una riflessione dettata dai costi e dalle mode.</p>
<p>Il nostro divano o le poltrone hanno oramai la stoffa o la pelle che li ricopre logora e sgualcita, li sostituiamo o facciamo una visitina  dal nostro  tappezziere che altre volte ha già trovato buone soluzioni per la nostra casa?. Certo sono invecchiati con noi e i nostri figli e varrebbe la pena di buttarli, confessiamolo suvvia,  qualche “pennichella” ce l’abbiamo pure fatta (risvegliati magari bruscamente dalla moglie infastidita dal gran russare).<span id="more-123"></span></p>
<p>Alcune le domande da farsi, la prima e più importante è quella se la forma del mobile imbottito in questione ci piace ancora, poi se lo troviamo ancora comodo e solido, da ultimo se ci ricordiamo i costi per il suo acquisto e li rapportiamo a quelli dei mobili odierni.</p>
<p>Se rispondiamo affermativamente alla prima, e magari alle seguenti, allora è il caso di chiedere consiglio al proprio tappezziere di fiducia.</p>
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		<title>Ecco la primavera</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 19:22:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Finalmente apriamo le finestre al nuovo sole, i colori di moda all’interno delle case stanno cambiando, c’è del nuovo!</p>
<p>Sarà questa crisi, che tutti dicono ci sia, ma che fatica a&#8230; <a href="http://www.pedroni-tappezzieri.ch/2009/04/ecco-la-primavera/" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente apriamo le finestre al nuovo sole, i colori di moda all’interno delle case stanno cambiando, c’è del nuovo!</p>
<p>Sarà questa crisi, che tutti dicono ci sia, ma che fatica a mostrarsi, ed allora  almeno in ciò che ci circonda giornalmente e magari per tirarci su il morale, gli editori tessili ed i fabbricanti di tessuti “finalmente” ci propongono colori più vivaci, freschi e decisi, ma non troppo intensi.<span id="more-119"></span></p>
<p>Via i toni cupi quasi un poco autunnali che preannunciano giornate  poco radiose e senza luce, benvenuti i colori dell’arcobaleno che ci conciliano con la freschezza, la vivacità e la gioia di vivere, quasi a voler preludere quello che poi succederà.</p>
<p>La farà da padrone il viola nelle sfumature più tenue tendenti al rosa, ravvivato dalla freschezza e vivacità dei colori più caldi ma non troppo invadenti. Riscopriremo il tono-su-tono accostando gli stessi colori in tonalità diverse, rompendo quella che potrebbe essere la monotonia che generano, inserendo altri colori per separarli tra loro, piccoli oggetti, quali dei cuscini, la tenda, le lampade e persino le suppellettili.</p>
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		<title>Le fibre chimiche tessili</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 19:18:03 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime furono quelle di origine artificiale a base di cellulosa, la stessa usata per fabbricare la carta. Sono prodotte aggiungendo ad essa delle sostanze chimiche e lavorandola in modo di poterla poi filare; le inventò un chimico francese dopo la metà dell’ottocento.</p>
<p>Questo ha permesso grazie alla materia prima di conservare buona parte delle qualità che le rendono simili a quelle di origine vegetale come il cotone e il lino.</p>
<p>Oggi una di esse, la Lyocell, prodotta aggiungendo dell’ossido di ammina e acqua per renderla filabile,  ha il grosso pregio di essere pure biodegradabile e può venir sottoposta ai normali procedimenti di lavaggio di quelli naturali.<span id="more-116"></span></p>
<p>Sono attualmente molto di moda i tessuti di bamboo, prodotti utilizzando la cellulosa proveniente da questi legnami.</p>
<p>Le fibre di origine sintetica, invece nascono verso il 1920, ed iniziano ad essere prodotte in larga scala durante il secondo conflitto mondiale. Sono ottenute per sintesi chimica, dal petrolio, dal gas e dal carbone e ve ne sono di svariate qualità. Negli ultimi anni si è avuto anche qui il grosso evento delle microfibre, sono filamenti microscopici che hanno incrementato ulteriormente l’impiego dei sintetici nella produzione tessile.</p>
<p>Per l’abbigliamento e l’arredamento i tessuti prodotti con questi filati sono notevolmente migliorati anche dal lato qualitativo e in particolare tattile nei confronti di quelle naturali.</p>
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		<title>Le fibre naturali</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 19:05:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le prime coltivate dall’uomo, alcune addirittura già 2000 anni prima di Cristo.</p>
<p>Quelle vegetali, son gradevoli al contatto con la nostra pelle, fresche e traspiranti, facili da lavare e robuste, permettono al calore ed all’umidità corporea specialmente in estate di disperdersi all’esterno in modo gradevole, sono poco elastiche e si stropicciano facilmente (lino).</p>
<p>La canapa e il lino erano coltivate fino a una cinquantina di anni fa anche in Ticino, tagliate e poi messe a macerare negli stagni, (mi ricordo ancora le rane lì catturate, infarinate e cucinate poi dalla mamma nel burro fuso, che bontà!). <span id="more-109"></span>Sono facilmente abbinabili alle fibre animali come la seta o la lana. Quest’ultima è quella che meglio ci protegge dal freddo: vista al microscopio risulta squamosa e trattiene al suo interno il calore del nostro corpo, impedendone la penetrazione dall’ esterno, è abbastanza elastica e si sgualcisce e stropiccia poco.</p>
<p>La seta è sicuramente la più pregiata tra queste fibre,  per lo splendore dei colori e le piacevoli sensazioni trasmesse al tatto. Entrambe hanno anche la caratteristica particolare di assorbire fino al 30% di umidità senza trasmettere alcuna sensazione di bagnato sul nostro corpo.</p>
<p>Tutte sono considerate delle fibre “vive” e vannoquindi protette dai raggi solari e dal calore e lavate con cura  perché possono infeltrire. La lana è mal sopportata a diretto contatto con la pelle da alcune persone particolarmente sensibili.</p>
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