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	<title>Guido Pedroni SA &#187; tessili</title>
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	<description>Tappezziere e decoratore d&#039;interni - Giubiasco</description>
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		<title>Le fibre chimiche tessili</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 19:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Le prime furono quelle di origine artificiale a base di cellulosa, la stessa usata per fabbricare la carta. Sono prodotte aggiungendo ad essa delle sostanze chimiche e lavorandola in modo di poterla poi filare; le inventò un chimico francese dopo la metà dell’ottocento.</p>
<p>Questo ha permesso grazie alla materia prima di conservare buona parte delle qualità che le rendono simili a quelle di origine vegetale come il cotone e il lino.</p>
<p>Oggi una di esse, la Lyocell, prodotta aggiungendo dell’ossido di ammina e acqua per renderla filabile,  ha il grosso pregio di essere pure biodegradabile e può venir sottoposta ai normali procedimenti di lavaggio di quelli naturali.<span id="more-116"></span></p>
<p>Sono attualmente molto di moda i tessuti di bamboo, prodotti utilizzando la cellulosa proveniente da questi legnami.</p>
<p>Le fibre di origine sintetica, invece nascono verso il 1920, ed iniziano ad essere prodotte in larga scala durante il secondo conflitto mondiale. Sono ottenute per sintesi chimica, dal petrolio, dal gas e dal carbone e ve ne sono di svariate qualità. Negli ultimi anni si è avuto anche qui il grosso evento delle microfibre, sono filamenti microscopici che hanno incrementato ulteriormente l’impiego dei sintetici nella produzione tessile.</p>
<p>Per l’abbigliamento e l’arredamento i tessuti prodotti con questi filati sono notevolmente migliorati anche dal lato qualitativo e in particolare tattile nei confronti di quelle naturali.</p>
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		<title>Le fibre naturali</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 19:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<p>Quelle vegetali, son gradevoli al contatto con la nostra pelle, fresche e traspiranti, facili da lavare e&#8230; <a href="http://www.pedroni-tappezzieri.ch/2008/12/le-fibre-naturali/" class="read_more">Continua a leggere</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono le prime coltivate dall’uomo, alcune addirittura già 2000 anni prima di Cristo.</p>
<p>Quelle vegetali, son gradevoli al contatto con la nostra pelle, fresche e traspiranti, facili da lavare e robuste, permettono al calore ed all’umidità corporea specialmente in estate di disperdersi all’esterno in modo gradevole, sono poco elastiche e si stropicciano facilmente (lino).</p>
<p>La canapa e il lino erano coltivate fino a una cinquantina di anni fa anche in Ticino, tagliate e poi messe a macerare negli stagni, (mi ricordo ancora le rane lì catturate, infarinate e cucinate poi dalla mamma nel burro fuso, che bontà!). <span id="more-109"></span>Sono facilmente abbinabili alle fibre animali come la seta o la lana. Quest’ultima è quella che meglio ci protegge dal freddo: vista al microscopio risulta squamosa e trattiene al suo interno il calore del nostro corpo, impedendone la penetrazione dall’ esterno, è abbastanza elastica e si sgualcisce e stropiccia poco.</p>
<p>La seta è sicuramente la più pregiata tra queste fibre,  per lo splendore dei colori e le piacevoli sensazioni trasmesse al tatto. Entrambe hanno anche la caratteristica particolare di assorbire fino al 30% di umidità senza trasmettere alcuna sensazione di bagnato sul nostro corpo.</p>
<p>Tutte sono considerate delle fibre “vive” e vannoquindi protette dai raggi solari e dal calore e lavate con cura  perché possono infeltrire. La lana è mal sopportata a diretto contatto con la pelle da alcune persone particolarmente sensibili.</p>
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		<title>Le fibre tessili</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 18:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sono? Sono dei materiali adatti, dopo un’apposita lavorazione, a produrre dei filati, che a loro volta serviranno a “fabbricare” tessuti. Abbiamo due tipi di fibre, quelle naturali e quelle chimiche: le prime come indica il loro nome, le troviamo in natura e sono di origine vegetale e animale.</p>
<p>Provengono dai gambi oppure dal frutto o dalle foglie di alcune piante come il lino, la canapa, il cotone, il ramiè, la juta e il sisal; oppure dal vello o dal pelo di animali come la lana, ma anche da una “bava” che è secreta da un baco pregiatissimo, quello della seta.</p>
<p>Tutte queste fibre predominarono fin verso la metà dell’ottocento, nel vestirci e nell’abbellire le nostre case, poi la chimica fece la sua apparizione dapprima con le fibre artificiali, fabbricate però utilizzando come materia prima la cellulosa di cui sono ricche tutte le piante e i vegetali. Questo ha permesso ai tessuti così  prodotti, di mantenere molte delle qualità caratteristiche di quelle naturali riducendone però i costi di produzione.<span id="more-100"></span></p>
<p>La vera rivoluzione vi fu a cavallo del secondo conflitto mondiale quando la chimica riuscì ad estrarre i materiali per produrre filati dal petrolio, dal carbone fossile e dal gas con i processi di sintesi, da qui il nome di fibre sintetiche.</p>
<p>Oggi queste sono le più importanti e le più usate nella produzione dei tessili anche perché la ricerca ne ha sviluppato di nuove e migliori, vedi le famose “microfibre”con caratteristiche, che al tatto e nell’uso sempre più simili a quelle naturali.</p>
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